Smirne, Turchia (Foto dal Mondo)

smirne Smirne (in turco İzmir, in greco Σμύρνη, Smyrni) è una città di 3,5 milioni di abitanti della Turchia centro-occidentale, la terza del paese per numero di abitanti dopo Istanbul e Ankara, capoluogo della provincia omonima. È anche un grande ed efficiente porto situato sull’omonimo golfo, nel Mar Egeo. Amministrativamente è formata dai centri urbani di 21 dei 30 distretti della provincia. Konak costituisce il centro storico della città. Smirne è la città natale del poeta antico Bione ed è tra le località che si contendono l’onore di essere il luogo natìo del leggendario poeta Omero.

Il primo insediamento umano a Smirne può risalire al III millennio a.C. Si pensa che il suo sviluppo sia coinciso con quello di Troia.

Intorno al 1500 a.C. essa venne occupata dagli Ittiti, ma con la caduta di Troia e della capitale Hattusa l’impero ittita entrò in crisi.

Nell’VIII secolo a.C., passata sotto il controllo di Mileto, Smirne fondò diverse colonie in Libano, Siria, Grecia e lungo le sponde del Mar Nero, le quali la resero non più un piccolo villaggio, ma una vivace e ricca città commerciale. Tuttavia la sua prosperità attirò l’interesse dei Persiani, i quali la occuparono, causandone così la decadenza e la distruzione. Rifondata da Alessandro Magno nel 333 a.C., essa divenne romana nel 133 a.C. e, in seguito, subì un terremoto disastroso che la devastò nel 178, cosicché l’imperatore Marco Aurelio ordinò di ricostruirla.

Sotto l’Impero bizantino il suo sviluppo si fermò, soprattutto a causa della crescita d’importanza della vicina Efeso. La ripresa del commercio medievale (soprattutto quello dei beni di lusso) sotto gli imperatori macedoni (867-1057) resero nuovamente importante Smirne grazie alla sua posizione strategica. Ma nel 1076 essa fu occupata dai Turchi Selgiuchidi e decadde, non riuscendo a rifiorire neanche dopo la riconquista comnena avvenuta nel 1098.

Fu ceduta ai Genovesi nel 1261 e nacque allora una piccola colonia genovese.

Successivamente fu ceduta da questi ai cavalieri ospitalieri (1320-1402) ed infine conquistata dai turchi ottomani, che la possedettero per più di cinque secoli.

Sotto il dominio ottomano la città divenne un importante scalo commerciale, snodo fra le piste carovaniere dell’Asia e le rotte mediterranee. La sua popolazione era un modello tipico della società ottomana, multi-etnica, multi-confessionale e poliglotta. Gli stessi turchi la chiamavano gâvur Izmir cioè l’infedele Smirne, in riferimento all’alta percentuale di non musulmani (greci, armeni, ebrei, levantini) residenti in città. Secondo il censimento ottomano del 1893 circa la metà della popolazione cittadina era musulmana e i greci costituivano la più importante minoranza. Il trattato di Sèvres (1920), conseguente la sconfitta ottomana nella prima guerra mondiale assegnò l’amministrazione di Smirne alla Grecia. Dopo l’invasione greca dell’Asia minore e la sconfitta greca a Dumlupınar, la città fu riconquistata dall’esercito turco repubblicano comandato da Mustafa Kemal (1922) e devastata da un catastrofico incendio che distrusse gran parte della città vecchia; durante l’incendio, tra devastazioni e saccheggi, le popolazioni cristiane, principalmente quelle greca e armena, in parte massacrate, si imbarcavano sulle navi dell’Intesa alla fonda nel porto, trovando poi rifugio in Grecia. (Fonte wikipedia)

Smirne, Turchia (Foto dal Mondo) ultima modidfica: 2014-11-20T08:39:46+00:00 da @E.C.